24 agosto 1847
Famiglia ospitante:
Don Vincenzo Tito (presso Castelnuovo)
Lat. 38° 23’ 10” N
Long. 16° 06’ 24” E
493 m s.l.m.
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23 agosto“Mi sono seduto accanto a un largo letto del torrente, e ho disegnato uno fra i tanti paesaggi; tutti perfettamente in stile pastorale, calmi ed eleganti, ed essenzialmente differenti nei loro contorni e nelle espressioni dalle scene della Calabria orientale. -
23 agostoPrima di cena avevamo passato a penna i nostri disegni nella camera di Don Vincenzo, che sembrava molto perplesso del nostro lavoro professionale, e della nostra ostinata ignoranza, vera o falsa, sugli eventi politici”. “Avevamo adottato recentemente questo modo tranquillo di trascorrere le nostre serate, come un rifugio passivo dalle persecuzioni di continue interrogazioni; l’interesse che la famiglia aveva per i nostri schizzo occupava completamente la nostra attenzione”. “Domani dedicheremo la mattinata alla visita di San Giorgio, che, dalla descrizione del suo castello, sembra valer la pena del cammino; e pensiamo di fare una rapida visita a Polistena, uno dei numerosi villaggi sparpagliati sopra la grande pianura coltivata, e per me interessante, dato che è il luogo natale di uno dei migliori pittori napoletani, il Morani, che, anni fa, ho avuto l’occasione di conoscere a Roma”. -
24 agosto“Il costume delle donne qui è forse il più bello tra quelli che abbiamo visto finora in Calabria, e le donne certamente le più graziose […]. Dopo avere indugiato un po’ nella piazza, curiosando per due o tre stradine adiacenti, decidiamo subito di cambiare il nostro itinerario”. “Scesi ancora una volta all’ombra, tra olivi e castagneti, siamo arrivati, verso le dieci, a Polistena, un grande paese, dove dei crepacci di rocce, un ponte rotto, frammenti di muri e strade desolate testimoniavano la catastrofe fatale del 1783”. -
24 agosto“Abbiamo trovato facilmente la casa di Morani, quel pittore famoso, come i concittadini lo chiamavano. Entrando veniamo accolti da sua madre e dalle sorelle, che sembravano contente che uno straniero chiedesse della loro casa. Questi sono tutti i lavori che possediamo di nostro fratello, dissero due graziose ragazze, aprendo la porta di una piccola camera, senza pensare che per un inglese uno di quei ritratti presentava grande interesse. Era un piccolo disegno di Sir Walter Scott fatto durante la sua visita a Napoli, e per quanto non fosse rimarchevole per bellezza di esecuzione, nè per la sua rassomiglianza, era molto interessante come ultimo ricordo al naturale di quel grande uomo. Si dice che questo qui è uno scrittore famoso, disse la nostra ospite. E lì c’era pure Pio IX, uno schizzo fatto proprio al naturale”.
